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Le esperienze passate che determinano il futuro

Sono ormai quasi 15 anni nei quali il mio approccio sia mentale che pratico ha provato ad unire gli aspetti della mia vita clinica chirurgica ed ecografica con quella osteopatica, la mentalità più ortodossa della medicina (cosa c’è di più integralista di un chirurgo? più anatomico di una diagnostica per immagini) alla parte più olistica (giammai esoterica!), quella della medicina osteopatica, trovando alcuni punti di coerenza e correlazione che alcune, per fortuna poche, volte hanno creato tensioni tra me e gli altri “colleghi” che, per la verita, più che di crescere talvolta hanno mostrato il desiderio di conservare, di preservare la medicina osteopatica dalle contaminazioni.

Come ebbi a dire già una volta in un post su FB, penso che nella sua illuminata e grande intuizione il Dott. Andrew Taylor Still forse avrebbe voluto che la sua creatura crescesse e si facesse grande, contaminasse le altre discipline e fosse dalle stesse re-infettata così per renderla più forte. Mai e poi mai avrebbe rinunciato all’oggettivazione (qui l’BM non centra).

Come possiamo credere che l’osteopatia possa essere il VERBO quando non le permettiamo di capire cosa accade al di fuori di essa?

Come possiamo continuamente criticare di dogmaticità la Medicina, quella che per molti è l’ufficialità, se poi manteniamo nei dogmi (i principi dei padri fondatori) l’osteopatia stessa. Ricorrendoci anche quando abbiamo un ascesso, una BPCO o una ferita da suturare.

Come la medicina cinese che sta investendo in ricerche che possano confermare, ma anche smentire, i suoi principi così dovremmo fare tutti noi ostoepati con la nostra amata osteopatia.

Io non sono un ricercatore, non ne ho il tempo purtoppo e la caratura (neppure i galoppini che facciano per me tante cosa tra cui “lavorare”) sono un One Man Band e la mia “ricerca” è nata dall’esigenza di dare corpo alle mie apettative ed ai miei dubbi (” cura per la mia schizofrenia professionale”) , trovando nella diagnotica ecografica lo strumento di oggettivazione e diffusione non caratterizzato da quello che cosidero il più grande di tutti i “bias” metodologici: <<è così perchè lo dico io>>.

Qualche tempo fa ad un Corso di perfezionamento in Viscerale, fui coinvolto in una querelle relativamente alla loggia pancreatica. Il DOcente sosteneva che la posizione del pancreas fosse in area periombelicale, fin qui nulla da dire perchè da sempre si è sostenuto che fosse lì ma diverso è dire che da li lo tratto piuttosto che lì lo valuto perchè chi come me fa il Medico come lavoro conosce la posizione reale e non quella “osteopatica”. Ad un mio coinvolgimento diretto nella discussione  mi permisi di dire che non era lì. Al suo “perchè?” seguì la spiegazione della diagnosi ecografica  quindi la sua risposta “anch’io ho fatto ecografie e non è dove dici tu!“….ovviamente persi la voce per due giornate tale e tanta fu la mia mortificazione nel vedere annullare ciò che era ovvio….l’anatomia. (ndr faccio questo lavoro dal 1994 e da allora ad oggi ho fatto più di 60.000 ecografie, prevalentemente addominali sic!)

Ma in direzione del TORTO vs RAGIONE non si può andare avanti e lo scontro è sempre l’inevitabile conseguenza, quindi ho deciso che da oggi non diluirò la mia verve per situazioni di pochezza intellettuale e di prevaricazione da “ruolo”.

Chi mi ama mi segua? No! Dico solo che io continuerò la mia tranquilla vita di Medico clinico, ecografista e osteopata, la stessa che seguo dal 1990 e mi concentrerò nell’andare sempre di più a trovare punti di raccordo tra le due Medicine, quella ufficiale e quella osteopatica, se di due Medicine si parla e non piuttosto di una unica che parla linguaggi differenti ma che si basa su un glossario identico.

Ho iniziato a credere che sia venuto il momento di scrivere e dare, come dicevo più sopra, corpo al mio lavoro.

I Corsi F.U.S.A.E. in alcune scuole di Osteopatia all’estero ed in Italia, l’integrazione in Corsi di OSteopatia dove è sentita la necessità di una correlazione con gli aspetti di diagnostica ecografica, anatomia topografica dinamica, statica e di correlazione hanno avuto negli ultimi anni sempre più richiesta al punto che questa situazione ha reso evidente la necessità di dare aspetto sistematico e concreto a quanto svolgo nei corsi.

 

Quindi a presto….I’m back

 

D. Bongiorno MD DO

 

MASTER BIOTIPOLOGIE 2017/2018

A partire dal mese di febbraio 2017 per 3 seminari nel corso dell’anno e in ulteriori 3 seminari nel 2018 avrà luogo a Coccaglio (BS) il Master in Biotipologie tenuto dal Dott. Albert Garoli.

All’interno di questo percorso formativo teso a correlare i biotipi con la Medicina Osteopatica, ci sarò anch’io con l’approccio ecografico secondo lo studio dinamico fasciale (F.U.S.A.E.).

Un corso sicuramente ricco di interesse per aggiungre chiavi interpretative a quello che gli osteopati sanno fare ma che talvolta non sanno psiegare o indirizzare al meglio.

Interpretare e comprendere il paziente per avere un atteggiamento “sartoriale” nel trattamento a prescindere dai test utilizzati e da cosa si pratica abitualmente. Talvolta non è la tecnica a non funzionare ma quella tecnica non è adeguata al tipo di paziente.

Sarà una bella esperienza e un momento di crescita per tutti noi.

 

Qui il link http://www.fob-osteopatia.it/corso-biotipologie.html

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CORSO FUSAE 2016 – BRESCIA

Dal 3 al 4 di dicembre 2016 a Roncadelle (BS) terrò il mio primo post-graduate F.U.S.A.E. organizzato dalla FOB-Osteopatia

 

a chi fosse interessato qui trovate il link http://www.fob-osteopatia.it/corso-fusae.html

 

A presto

D. Bongiorno