, , , ,

Studio Medico Ecografia e Osteopatia – L’integrazione possibile

<<L’integrazione tra le metodiche è buon fattore per l’ottimizzazione delle sinergie tra la diagnostica e la terapia>>

 

 

Il progetto ECHOCHECK è una integrazione tra un approfondito Check-up Ecografico di “screening”, indirizzato allo studio dell’addome e del collo e una valutazione e riequilibrio secondo la Medicina Osteopatica.

La metodica FUSAE (Fascial_motion UltraSonographic Anatomic Evaluation) che ho definito, per coniugare gli aspetti funzionali con quelli organici, studiando i movimenti di alcuni organi al fine di coglierne elementi indicativi e predittivi per le principali affezioni dolorose (ad es. i reni per le lombalgie,  gli organi pelvici per le pubalgie, disfagia nelle cervicalgie), viene da me integrata e  tenuta in considerazione nella successiva seduta  osteopatica (OsteoCHECK).

OsteoCHECK valuta le tensioni fasciali e viscerali. Queste in molte situazioni non hanno correlazione “classica” con aspetti della medicina diagnostica ma la diagnosi di esclusione ed in particolar modo l’osservazione ecografica “dinamica”  permette di riscontrare elementi utili nel trattamento di alcune tra le più frequenti situazioni oggetto di trattamento della Terapia e Medicina Manuale Osteopatica.

La mia esperienza clinica, per la prima volte in un ambito esterno alla mia “confort zone”, mi ha permesso di applicare una metodologia “in acuto” così come anni addietro svolgevo in Pronto Soccorso. Non necessariamente la problematica e il motivo di consulto sono urgenti o acuti ma l’aspetto fondamentale del Pronto Soccorso è fare triage e diagnostica differenziale. Il caso e la mia storia mi hanno permesso di rientrare in gioco proprio partendo da quella che è stata la mia origine come medico, quella di dover operare in immediatezza e di trovare non la “lesione primaria” ma il punto, l’elemento e la variabile utile per la miglior comprensione e quindi risoluzione della problematica.

Normalmente negli ambulatori di Osteopatia convenzionali questo aspetto non è così evidente perché il paziente chiama e fissa appuntamento per una condizione che altri terapeuti o clinici non hanno capito o della quale non hanno trovato il punto chiave per l’aiuto e il supporto richiesto. Qui nello Studio di Ecografia e Osteopatia (ora a Courmayeur ma tra qualche mese anche a Lissone) cercherò di strutturare la “visione osteopatia integrata” proprio per ottimizzare le richieste e l’offerta terapeutica.

Chiaramente il Pronto Soccorso è altra cosa e nessuno meglio di me, come Osteopata che viene dalla Medicina e soprattutto dalla Chirurgia Generale, conosce questo ambito e la sua profonda differenza ma tenterò di applicare questo modello di accesso anche alla richiesta diretta, con tempi d’attesa che si tenterà di avere i più brevi possibile con una selezione operata dal “triage clinico” e dalla valutazione strumentale ecografica.

A presto

www.davidebongiorno.com

www.studioecografiaosteopatia.com

info@studioecografiaosteopatia.com

@studioecografiaosteopatia

 

, , ,

ECHOOSTEOCHECK – Progetto di integrazione c/o Studio Medico di Ecografia e Osteopatia Courmayeur (in collaborazione con Gran Hotel Royal e Golf)

Unisce l’utilità di una valutazione clinica strumentale ecografica ad una valutazione osteopatica il cui obiettivo è rivolto a riequilibrare gli elementi tensionali viscerali, strutturali e fasciali in disfunzione.

ECHOCHECK è un check-up ecografico indirizzato allo studio dei due più importanti distretti anatomici per numero di strutture e per localizzazione di elementi di prevenzione:addome e collo. Si propone di indagarli come screening clinico per il riscontro occasionale, talvolta sottostimato, di affezioni dei principali organi lì situati. L’indagine si svolge con una iniziale raccolta di dati clinici ed anamnestici che completano la successiva valutazione strumentale, così che l’indagine ecografica abbia l’inquadramento clinico necessario. I parametri di BMI, SatO2 con pulsioximeter, ScanIR e se necessari antropometrici (Antrophos)) saranno utilizzati per ottenere dati oggettivi sullo stato dei tessuti nelle zone sintomatiche che, ripetibili, potranno essere nel caso confrontate eseguite nel tempo e nelle successive valutazione qualora necessarie.

L’ecografia dell’addome, eseguita dopo un digiuno di 6 h e con adeguata idratazione (500 ml di H2O assunti 1h prima), valuterà i principali organi (fegato, vescicola biliare, pancreas, milza, reni …) e le strutture vascolari addominali profonde (aorta addominale, arterie principali, vena porta e splenica), valutando i loro aspetti e caratteristiche (ad. es. steatosi epatica, calcoli biliari o renali e dilatazioni dell’aorta addominale).

Si eseguiranno valutazioni dinamiche (FUSAE) dei movimenti di alcuni dei principali organi per cogliere elementi indicativi e predittivi (ad es. i reni per le lombalgie, gli organi pelvici per le pubalgie).

Il collo verrà valutato per lo studio dettagliato della tiroide standard e con studio EcoColorDoppler della sua vascolarizzazione (i.e. parenchima o eventuali noduli qualora riscontrati, con ricerca di alterazioni predittive di disfunzionalità come le forme flogistiche della tiroide, sempre più frequenti nella popolazione), valutazione delle stazioni linfoghiandolari laterocervicali e delle ghiandole salivari principali. Si associa l’osservazione dell’aspetto delle arterie carotidi per dare indicazioni ad eventuali ulteriori indagini specialistiche vascolari. Lo studio dinamico della deglutizione attiva (transito a livello del tratto cervicale dell’esofago “non invasivo”) potrà riscontrare l’eventuale presenza di elementi predittivi (difficoltà deglutitoria, disfagia) di reflusso gastroesofageo (GERD) e suggerire eventuali ulteriori procedure di indagine più specifiche e in quel caso necessariamente più “invasive”. L’ecografia è strumento diagnostico non invasivo, tollerato e privo di indesiderati effetti per le caratteristiche del suo svolgimento. Gli aspetti dinamici saranno in particolare tenuti in considerazione nel successivo svolgimento valutativo e terapeutico manuale osteopatico (OsteoCHECK).

OsteoCHECK valuta le tensioni fasciali e viscerali. Queste in molte situazioni non hanno correlazione “classica” con aspetti della medicina diagnostica ma la diagnosi di esclusione ed in particolar modo l’osservazione ecografica “dinamica” permette di riscontrare elementi utili nel trattamento di alcune tra le più frequenti situazioni oggetto di trattamento manuale ed in particolare della Terapia e Medicina Manuale Osteopatica. La seduta seguirà un percorso di gerarchizzazione per poter riportare “normalità” nelle strutture, aree e apparati riscontrati in disequilibrio. Alcuni recenti studi hanno permesso ad esempio di valutare le restrizioni dinamiche fasciali1 e di correlarle alle più diffuse disfunzioni e ai più comuni sintomi algici. Tra questi la lombalgia o Low Back Pain (2) eil dolore di spalla (3) che possono essere in alcuni casi anche correlati con disfunzioni di movimento delle fasce profonde viscerali e superficiali, che l’osteopatia è in grado di correggere.

L’integrazione tra le metodiche è buon fattore per l’ottimizzazione delle sinergie tra la diagnostica e la terapia.

Dott. Davide Bongiorno

Medico Chirurgo

Specialista in Chirurgia Generale

Ecografista Clinico

Osteopata D.O.

email: echoosteochec@davidebongiorno.com

web: www.davidebongiorno.com

Rif.Bibl.

  1. Langevin H. M., Stevens-Tuttle D., Fox J. R. et al. 2009. Ultrasound evidence of altered lumbar connective tissue structure in human subjects with chronic low back pain. BMC Musculoskelet Disord. 3(10):151.
  2. Tozzi P., Bongiorno D., Vitturini C. 2012. Low back pain and kidney mobility: local osteopathic fascial manipulation decreases pain perception and improves renal mobility. J Bodyw Mov Ther. 16(3):381–391.
  3. Bongiorno D. 2013. <<Lo studio della mobilità fasciale nella valutazione dello spazio sub-acromiale (F.U.S.A.E.): nuova prospettive per la diagnosi nelle algie disfunzionali di spalla>> Comunicazione durante “XXIV Congresso Nazionale – S.I.U.M.B.” ROMA 15-19 NOVEMBRE 2013
, ,

Le esperienze passate che determinano il futuro

Sono ormai quasi 15 anni nei quali il mio approccio sia mentale che pratico ha provato ad unire gli aspetti della mia vita clinica chirurgica ed ecografica con quella osteopatica, la mentalità più ortodossa della medicina (cosa c’è di più integralista di un chirurgo? più anatomico di una diagnostica per immagini) alla parte più olistica (giammai esoterica!), quella della medicina osteopatica, trovando alcuni punti di coerenza e correlazione che alcune, per fortuna poche, volte hanno creato tensioni tra me e gli altri “colleghi” che, per la verita, più che di crescere talvolta hanno mostrato il desiderio di conservare, di preservare la medicina osteopatica dalle contaminazioni.

Come ebbi a dire già una volta in un post su FB, penso che nella sua illuminata e grande intuizione il Dott. Andrew Taylor Still forse avrebbe voluto che la sua creatura crescesse e si facesse grande, contaminasse le altre discipline e fosse dalle stesse re-infettata così per renderla più forte. Mai e poi mai avrebbe rinunciato all’oggettivazione (qui l’BM non centra).

Come possiamo credere che l’osteopatia possa essere il VERBO quando non le permettiamo di capire cosa accade al di fuori di essa?

Come possiamo continuamente criticare di dogmaticità la Medicina, quella che per molti è l’ufficialità, se poi manteniamo nei dogmi (i principi dei padri fondatori) l’osteopatia stessa. Ricorrendoci anche quando abbiamo un ascesso, una BPCO o una ferita da suturare.

Come la medicina cinese che sta investendo in ricerche che possano confermare, ma anche smentire, i suoi principi così dovremmo fare tutti noi ostoepati con la nostra amata osteopatia.

Io non sono un ricercatore, non ne ho il tempo purtoppo e la caratura (neppure i galoppini che facciano per me tante cosa tra cui “lavorare”) sono un One Man Band e la mia “ricerca” è nata dall’esigenza di dare corpo alle mie apettative ed ai miei dubbi (” cura per la mia schizofrenia professionale”) , trovando nella diagnotica ecografica lo strumento di oggettivazione e diffusione non caratterizzato da quello che cosidero il più grande di tutti i “bias” metodologici: <<è così perchè lo dico io>>.

Qualche tempo fa ad un Corso di perfezionamento in Viscerale, fui coinvolto in una querelle relativamente alla loggia pancreatica. Il DOcente sosteneva che la posizione del pancreas fosse in area periombelicale, fin qui nulla da dire perchè da sempre si è sostenuto che fosse lì ma diverso è dire che da li lo tratto piuttosto che lì lo valuto perchè chi come me fa il Medico come lavoro conosce la posizione reale e non quella “osteopatica”. Ad un mio coinvolgimento diretto nella discussione  mi permisi di dire che non era lì. Al suo “perchè?” seguì la spiegazione della diagnosi ecografica  quindi la sua risposta “anch’io ho fatto ecografie e non è dove dici tu!“….ovviamente persi la voce per due giornate tale e tanta fu la mia mortificazione nel vedere annullare ciò che era ovvio….l’anatomia. (ndr faccio questo lavoro dal 1994 e da allora ad oggi ho fatto più di 60.000 ecografie, prevalentemente addominali sic!)

Ma in direzione del TORTO vs RAGIONE non si può andare avanti e lo scontro è sempre l’inevitabile conseguenza, quindi ho deciso che da oggi non diluirò la mia verve per situazioni di pochezza intellettuale e di prevaricazione da “ruolo”.

Chi mi ama mi segua? No! Dico solo che io continuerò la mia tranquilla vita di Medico clinico, ecografista e osteopata, la stessa che seguo dal 1990 e mi concentrerò nell’andare sempre di più a trovare punti di raccordo tra le due Medicine, quella ufficiale e quella osteopatica, se di due Medicine si parla e non piuttosto di una unica che parla linguaggi differenti ma che si basa su un glossario identico.

Ho iniziato a credere che sia venuto il momento di scrivere e dare, come dicevo più sopra, corpo al mio lavoro.

I Corsi F.U.S.A.E. in alcune scuole di Osteopatia all’estero ed in Italia, l’integrazione in Corsi di OSteopatia dove è sentita la necessità di una correlazione con gli aspetti di diagnostica ecografica, anatomia topografica dinamica, statica e di correlazione hanno avuto negli ultimi anni sempre più richiesta al punto che questa situazione ha reso evidente la necessità di dare aspetto sistematico e concreto a quanto svolgo nei corsi.

 

Quindi a presto….I’m back

 

D. Bongiorno MD DO

 

,

CORSO FUSAE 2016 – BRESCIA

Dal 3 al 4 di dicembre 2016 a Roncadelle (BS) terrò il mio primo post-graduate F.U.S.A.E. organizzato dalla FOB-Osteopatia

 

a chi fosse interessato qui trovate il link http://www.fob-osteopatia.it/corso-fusae.html

 

A presto

D. Bongiorno

, , ,

Il Cyrano Osteopatico: la concettualizazione dello spazio virtuale (parte 1)

<<Il Cyrano è tornato a guardare la Luna, innamorato e fiducioso del suo amore>>

 

La mia ambizione, ma molto spesso la mia necessità, quella cioè di Davide l’osteopata curioso, più che dell’osteopatia stessa, è spesso stata quella di considerare che le tecniche dovessero avere un substrato concreto, palpabile su cui agire, da dimostrare. Soprattutto nell’osteopatia viscerale che è territorio quasi esclusivo, ahi ahi quante dolorose contraddizioni, di alcuni grandi pensatori, teorizzatori e tecnicisti dell’osteopatia. Così come con la mia “creatura” FUSAE ho impostato il lavoro di valutazione ecografica sulle “relazioni” tra gli organi e sul loro scivolamento reciproco, così anche nell’osteopatia viscerale la mia considerazione si sta orientando sugli spazi più che sugli organi.

La mia considerazione di “spazio” però identifica quello connettivale, quello degli scmabi e non quello organo specifico. Considerate ad esempio l’architettura del lobulo epatico, consideratene i contorni “poligonali” e le strutture vascolari e sinusoidali biliari che vi entrano e che lo delimitano con un reticolo strutturale di tipo connettivale che avvolge le unità epatocellulari. Lo spazio tra gli epatociti è connettivale ed è la sede dello scambio di informazioni tra le singole unità funzionali e ancora seguendo le immagini delle strutture in un movimento retrogrado dal particolare al generale, come in una sequenza caleidoscopica di tipo frattale, si considera che tutto lo spazio sia dato dal conntettivo che è solidità e elasticità, fissazione e movimento…incredibile a pensarci ma forse non per noi comuni mortali dotati della visione “osteopatica” del corpo vivente.

Il “connettivo” è la struttura che pervadendo gli organi ne  garantisce perciò la “concretezza”. Sappiamo però che oltre a determinarne il supporto strutturale ne rappresenta il network di tipo nutrizionale, informativo e relazionale.

Ahimè !! Rappresenta però il bersaglio delle principali patologie infiammatorie … la matrice!

Se osserviamo, facendo un altro esempio, la tiroide, vediamo che nelle patologie tiroidee a carattere infiammatorio il tessuto connettivo perde la sua “elasticità” irrigidendo la struttura della ghiandola e diventando esso stesso promotore in un secondo tempo della disfunzione tireocitaria. La stessa cosa accade, riferendoci all’esempio precedente,  nei casi di epatite dove la fibrosi è a carico del tessuto connettivo, della matrice con conseguente coinvolgimento epatocellulare ma solo in un secondo tempo.

La alterazione del connettivo intraorgano (inner conjunctive)  non è immediatamente sempre causa di insufficienza d’organo perchè i sistemi di compenso possono ritardare o addirittura stabilizzare quello che sembrerebbe inevitabile. In molte occasioni un quadro di tiroidite con flogosi dello stroma connettivale di sostegno della ghiandola non trova alterazioni di tipo ipo- o iperfunzionante,l lasciando i pazienti affetti in uno stato di eutiroidismo. Analogamente le epatoptie croniche non hanno sempre alterazioni della funzionalità epatica con segni di aumento degli enzimi di sintesi (gamma-glutamiltranspeptidasi GGT ) o degli enzimi di necrosi (transaminasi ossalacetica e piruvica: GOT/AST e GPT/ALT). Il margine di sicurezza, come amo definirlo ai miei pazienti sottoposti a follow-up epatologica dove io sono la figura dell’ecografista, può essere anche molto ampio e ” il piede dell’acceleratore lo hai tu e tocca a te talvolta staccarlo e rallentare per non finire rovinosamente contro il muro”.

 

Considerando i concetti tensegritivi siamo indotti a pensare quindi che una tecnica fasciale, seppur eseguita a distanza (ricordiamoci però del focus intenzionale!), vada ad agire sugli organi proprio perché attraverso il “connettivo” possiamo indurre una migliore relazione dell’organo stesso con il suo network esterno.

Se consideriamo gli organi viscerali, il connettivo che si trova al loro interno ha correlazioni anatomiche dirette con l’envelope esterno e da qui ai meso, epiploon e omento.

Il peritoneo è pertanto il tramite da parietale a viscerale alle sue diramazioni intra-organo e inter-organo.

Il peritoneo però sottendere uno spazio di grandissimo interesse, denominato “retroperitoneo”, spazio virtuale ma specializzato e sede di alcuni tra gli organi più importanti (grossi vasi, reni, pancreas, surreni etc) anche se a ben vedere tutti gli organi addominali sono, alcuni virtualmente altri notoriamente, retroperitoneali.

Ogni struttura è avvolta da una sierosa peritoneale per per comodità definiamo peritoneo viscerale ma lo spazio che viene racchiuso tra i due foglietti non comprende solo ad esempio un segmento di intestino tenue ma anche lo spazio che prosegue retroperitonealmente.

Potremmo affermare quindi che per la medicina e per la chirurgia in particolare la definizione è utile per definire l’interessamento di alcune strutture piuttosto che altre ma per noi Osteopati ogni spazio è virtualmente connettivale e in addome retroperitoneale…così come nel torace lo potremmo definire azzardatamente retropleurico

Questo è lo spazio delle relazioni … lì vi è il tutto su cui noi lavoriamo (ad onor del vero se conoscete alcuni principi dell’omeopatia e soprattutto dell’omotossicologia è proprio sulla matrice che ci si trova a lavorare nel passaggio tra forme acute e croniche. Ad es. Fasi di deposito e di impregnazione: la prima ancora compensativa/reattiva la seconda scompensata/insufficiente

 

 

(segue…)

,

Commentario Osteopatico: L’occasione perduta

Dedico questi miei pensieri a quanti come me credono nell’unità degli intenti e soffrono le divisioni, fatte solo per “personale” vetrina.

Carissimi colleghi e lettori, occasionali e non, i Social sono stretti e soprattutto urlano troppo e preferisco esprimermi su alcuni concetti da questo “salottiero” blog personale che però è sempre aperto e disponibile a critiche e pareri, purchè onesti ed educati anche se fossero opposti agli argomenti e alle tesi espresse.

Negli ultimi mesi, dopo le discutibili e discusse elezioni ROI caratterizzate dalla destituzione d’ufficio del mio caro amico, non per questo “incriticabile”, Eduardo Rossi il quale, come nelle migliori democrazie mondiali, è passato da eroe e strenuo paladino del riconoscimento dell’ostoepatia ad acerrimo nemico di una figura professionale sanitaria osteopatica, ci si è trovati di fronte ad una rivoluzione con controrivoluzione annessa. Come se gli anticorpi utilizzati per il nuovo corso dell’osteopatia in Italia fossero d’un tratto divenuti a loro volta antigeni da contrastare. Così come avviene nelle migliori sceneggiature dei docu-film americani contro le multinazionali OGM ecc.

Quale è stato il risultato? perchè di risultato si deve cominciare a parlare altrimenti… La Voce continua a urlare grillescamente che tutto va a scatafascio e che i responsabili sono sempre gli altri, pur non proponendo a mio umile parere, che alternative assurde in un ordinamento in cui non contiamo non solo una fava ma forse meno di una buccia di fava! Io per primo non ho la soluzione ma proprio per questo ne sto fuori o meglio ne sto dentro facendo di tutto tranne urlare; facendo in modo che l’osteopatia sia sempre di più “oggetto” di discussione e di attenzione da parte del mondo scientifico e non un oggetto di culto,  una divinità che neppure il suo fondatore (i.e. A.T. Still) avrebbe mai pensato potesse diventare…Lui pragmatico medico americano! credente e per questo non pagano nei riguardi di una disciplina come la medicina osteopatica.

Ecco quindi che in questa fine estate, autunnale più che l’autunno stesso, assisto ad un evento incredibile…l’occasione perduta per una vero convergere di forze e per una dimostrazione di unità verso i “tanto accusati” fisiochinesiterapisti che se saranno furbi ci fregheranno l’osso!. L’occasione perduta è stata quella di rendere visibili due appuntamenti che si sono sovrapposte nell’ultimo WE di settembre e al quale ho partecipato come relatore con i progetti più noti, meno noti e i nuovi progetti di F.U.S.A.E.

Perchè parlo di occasioni perdute? perchè mentre le Società scientifiche mediche delle differenti branche specialistiche hanno da tempo compreso che invece di combattersi è meglio essere uniti, come per esempio i congressi congiunti tra Chirurghi Ospedalieri e Universitari, Ecografisti Radiologi e non…noi abbiamo avuto due appuntamenti bellissimi in cui ho assistito alla disfatta dell’unità osteopatica. I partecipanti al Convegno di Osteopatia organizzato  a Parma non sapevano o volevano sapere, forse, del Congresso Biomecho organizzato a Roma e viceversa (non cito le scuole per ovvi e ben chiari motivi). Ma allora mi domando per quale motivo è stato istuita una Commissione Didattica ed anche una denominata Tesi e Ricerca? Non dovrebbero rientrare negli scopi di queste commissioni la diffusione didattica, la crescita culturale e scientifica degli osteopati di questo povero stivale?

Nei congressi medici le Università fanno a gara per portare i loro “campioni” con le loro migliori pubblicazioni per fare gruppo al fine di dimostrare che qui non si fanno solo opere murarie all’Expo! Non potevamo tutti partecipare ad una grande kermesse ostoepatica per poter dire…<<Ehi fisioterapisti ! ci vedete? ci sentite ? siamo qui e abbiamo molte cose da dire!>> invece una tristezza e soprattutto tutti gli osteopati che sbraitano, criticano, si incazzano nei social dove sono finiti? L’affluenza ai due congressi c’è stata ma meno di quanto ci si potesse aspettare dato il livello, me ne tiro fuori, dei relatori provenienti dal mondo soprattutto anglosassone. Mi viene da pensare che ai miei amici “somatici” sia andata di lusso che al tempo del loro bellissimo congresso non ci fosse stato ancora lo scisma!!

Se gli uni e gli altri avessero voluto fare un dispetto al ROI hanno invece fatto il gioco di chi ci vuole “yes men” e succubi di un sistema, della tanto citata “lobby” dei fisioterapisti.

Ecco l’occasione perduta, farci vedere per quel che siamo realmente, non solo, a detta degli altri, stupidi meccanici delle articolazioni ma professionisti, gente capace di garantire la comprensione più intima dei meccanismi neurofisiologici, fasciali e viscerali del nostro corpo.

Peccato.

Il titolo è volutamente al singolare (l’occasione) perché mi piacerebbe che davvero fosse stata solo una l’occasione perduta, diciamo un misunderstanding e non la drammatica cartina tornasole di ciò che ci attenderà

Un abbraccio a tutti i presenti e gli assenti

 

Davide

,

#FUSAEgoestoanywhere (what I liked on a twitting tourneé) ovvero ciò che mi è piaciuto nel fare una tourneé twittata

Questo post verrà pubblicato sia in italiano che in inglese. Per educazione e ospitalità comincerò con quello in lingua inglese, dedicandolo ai colleghi della Skandinaviska Osteopathögskolan In Sweden for now!

This is a new tagged chapter for FUSAE method. FUSAE recently goes to Sweden at the Skandinaviska Osteopathögskolan  in Goteburg for a postgraduate course in which it was the partner for the Tensegrity – Fascial Unwinding an Still technique taught by Paolo Tozzi.
Once again we have integrated and fused together the ultrasonographic imaging that I developed for the fascial-motion studies with the concept of an holographic structural network.
The participants were really enrolled by the discussion, the aim arguments and the dynamic and real-time pictures and clips of structure, organs and their relative relationships.
In the next days, month and years we will have some sharing project to promote the diffusion of these topics both in congress and institute.
We found a good interface and compliance with colleagues new to these concepts and point of views…that sometimes could be a shock to some acquired concepts and beliefs.
The dynamic US imaging is quite different except forreal time dynamic observation and fascia-motion. Another aspect that  is growing up with THE FUSAE model is the anatomic mapping of structure, not so clearly palpable and the correlation between the cutaneous specific findings and the structure underneath.
The macroscopic direction of fascia and connective tissue (i.e. tendons) are the most important benefits that FUSAE could provide to the knowledge of anatomy in the alive patient helping the dissection anatomic specimen.

Many cases were showed during the first day of the course but with a detailed and simply adapted explication of physical property of US diagnostic imaging, the orientation of the image both in transverse and longitudinal position and also the mainly characteristic of the 256′ greys tone imaging.
After the Keynote “inner motion and deep relationship” some volunteer underwent to US examination to show to the other colleagues what THE FUSAE concept the osteopath ultrasonographic application of this method are.
Along  the second and the third day I checked pre and post TRT the volunteers and patients (#2) that came to school for a specific investigation.
Paolo Tozzi was there to link the pure osteopathic approach and language with my clinic point of view.
All the patients that underwent to US examination were informed realtime of the results and eventually of some abnormal specimens if detected.
The tensegrity mode was illustrated on this second day while the Unwinding and Still tecnique on the third by Paolo himself.
I was there to support his detailed teaching to correlate with clinical US approach.
Now I’m waiting for a feed-back form from so, in order to understand the limits and to increase the quality and comprehension of this not so simple topic.
Paolo and myself know that there are many other courses that try to combine the osteopathic approach with the US investigation, but we think that own fellowship is different ‘cause we both had a multiple modality  approach to the human body due to the our different but comprehensive experience.
For what accounts myself  after so many years in surgery, emergency units and ultrasonology I have found application of this “background” in the osteopathic field, in didactic but also in the objectivation of therapeutic results overall on FASCIA.

 

I hope we’ll meet each other again in the future … sooner or later

 Davide Bongiorno

 

,

Commentario osteopatico: la Lingua e i Dialetti

Quando entriamo in contatto con un collega sorge sempre il dubbio se capisca ciò che gli stiamo raccontando, se capisca cioè il nostro linguaggio, le nostre espressioni terminologiche.

Se questo può essere meglio evidente, quasi normale si potrebbe affermare, quando si colloqui di un paziente con un medico “non ostoepata” lo trovo disarmante quando ci si trovi in ambiti congressuali a parlare con altri osteopati.

Qui ci accorgiamo che oltre ad una “lingua” comune vi sono “dialetti”.

Questo fatto ci mette in situazioni difficili da risolvere perchè se è vero che A.T. Still ha impostato il suo orientamento clinico e terapeutico su termini poi diffusi come una vera e propria lingua formata e strutturata, dove ad un termine corrispondeva un solo oggetto, è altrettanto vero che con il passare del tempo la lingua parlata dagli osteopati si è trasformata in una serie di dialetti.

Fin qui nulla di grave perchè ognuno ha una propria modalità di esprimere i concetti ostoepatici…peccato che quando un dialetto vuol diventare lingua è verosimile che dotandosi di una propria semantica, la quale differenzi un dialetto dall’altro, anche il termine “lingua” perde il suo valore, il suo significato universale. Troverei estremamente difficile cercare di uniformare un linguaggio dove il significato delle parole differisce in base all’interpretazione di chi le comprende o tenta di farlo rispetto a chi le dice.

Girando per varie scuole di osteopatia ho notato questo elemento, del quale peraltro non si accorgono i docenti, tutor, assistenti e operatori che operano all’interno delle scuole e tantomeno gli studenti che imparano il linguaggio e soprattutto il metalinguaggio dai loro docenti (che virgolettano e parentesizzano concetti della lingua medica per definirne un corrispettivo significato osteopatico).

Questo purtroppo lo trovo sbagliato anche se inevitabile. Daltronde fintanto che si differenziano gli ambiti di interesse, oltre che di “puntualizzato focus argomentativo”, tra noi e gli altri (come si preferisce scrivere “NOI osteopati” e “ALTRI medici”) non risulterà così semplice trovare punti di confronto non avendo linguaggio comune.

In ambito medico infatti è il linguaggio comune ad avere forza perché struttura e definisce gli ambiti, difendendo i confini della materia medica. L’osteopatia pertanto dovrebbe ritornare ad osservare il mondo all’esterno ed adeguarsi senza snaturarsi ma modernizzandosi. Esprimo un mio personale concetto che già ho in altre occasioni, sia nel blog che in discussioni o forum osteopatici, affermato: se A.T.Still fosse ora presente ci guarderebbe come a degli strani personaggi, tesi a conservare ciò che lui ha detto e teorizzato ma molte volte senza quella propulsiva fiamma di ingenio e volontà di crescere e confrontarsi. Lo so che non ne ho le prove ma per come era vitale e dinamico Still nell’affrontare le situazioni statiche non vedrebbe certamente di buon’occhio la nostra visione statica e piena di formalismi concettuali.

Pensiamo solo ai lavori che si trovano pubblicati sulle più auterevoli riviste scientifiche osteopatiche…beh i più dinamici siamo sicuramente noi europei (anche Renzo Molinari disse che l’europa e l’Italia sono i luoghi dove l’osteopatia è meglio rappresentata). Personalmente sono molto critico nei confronti del concetto di reliability che trova spazio in alcuni lavori dove però la metodologia in alcuni casi sembra scorretta e in altri superflua.

<< siamo sempre portati a doverci scusare e giustificare con l’ambito scientifico se facciamo questo o quello>> e ci dimentichiamo che anatomia, fisiologia, biochimica sono il “treppiede” comune tra noi e la medicina “ufficiale” che di reliability non ne ha mai neanche parlato!

Oscilliamo sempre tra due estremi: timida giustificazione o presunzione aggressiva. E si che siamo osteopati alla ricerca dell’allostasi perfetta 🙂 .

Vi do un esempio per tutti: parlando da ecografista e fautore della “reliability ecografica” (F.U.S.A.E. per me ne è un validissimo esempio) non ho mai visto eseguire una palpazione addominale sotto controllo ecografico in clinica medica o chirurgica durante gli anni passati tra le mura degli ospedali  o degli ambulatori dalla metà degli anni ’80, avendo avuto peraltro la grande fortuna di frequentare in un Polo Didattico sperimentale dove le lezioni erano interdisciplinari tra medicina interna, chirurgia, anatomia patologica … (n.d.r. H.S.Paolo – Milano Dir. Didattico Prof. Coggi).

Sarebbe perfetto trovare un metodo comune dove i dialetti potessero unirsi nel formare un linguaggio utile alla diffusione dell’osteopatia nei suoi concetti più trasversali e concretamente condivisibili.

Me lo auguro sempre più spesso e sono sicuro di non sbagliare nel farlo

A presto

DBo

firma davide

 

, ,

Il Blog o i Blogs

Cari amici, colleghi, lettori o “passanti”

dopo quasi due anni di attività mi sono reso conto che all’interno del Blog F.U.S.A.E. in realtà si identificavano delle aree di discussione non corrispondenti solo all’indagine ecografica dinamico-funzionale che ho utilizzato e che sto cercando ogni giorno di rendere sempre più precisa ed diffondibile.

L’anno scorso mi sono divertito a diventare un suggeritore, un suggeritore fine e disinvolto, nasuto ma di fine olfatto :), con il nome di Cyrano, il Cyrano ostoepatico, momento nel quale ho iniziato a dare alcuni piccoli contributi alla manualità osteopatica ed alla clinica osteopatica, ma anche medica in senso stretto.

Quest’anno ho utilizzato il termine Commentario Osteopatico per scrivere articoli che potessero essere delle digressioni o commenti su considerazioni riguardanti la nostra professione

Giunti a questo punto avrei pensato di suddividere il Blog in tre rubriche principali:

F.U.S.A.E. (il metodo di indagine… lo strumento didattico FUSAE…  le news… clinics and case report)

Cyrano Osteopatico (idee ed elementi da condividere e da criticare insieme…non sempre un suggerimento è cosa definitiva e corretta)

Commentario Osteopatico (cosa, quando, perchè, come siamo osteopati, medici e cosa, quando, perchè e come loro sono pazienti. Commenti su quello che ci spinge ogni giorno a scegliere la nostra professione e a difenderla per il bene comune di un principio fondamentale della vita, il “ben essere”)

 

Ricordo a tutti voi che per ogni mio articolo potete dare il vostro contributo

 

Cordiali Saluti

Davide Bongiorno

,

L’abstract della comunicazione orale al XXIV Congresso Nazionale SIUMB

Screenshot 2013-11-17 19.43.54Screenshot 2013-11-17 19.44.06Screenshot 2013-11-17 19.44.19

 

Sono molto grato a tutte le persone che negli anni passati mi hanno permesso di perseguire queste “intuizioni” e felice di potere continuare in questa direzione

firma davide_1