ECHOOSTEOCHECK II PARTE: Il congedo quasi obbligatorio dallo stabulario

Carissimi,

ho preventivamente pensato a quanto sarebbe potuto accadere … non per l’eclissi di Luna … e mi sono preparato una doverosa e succinta spiegazione.

La mia formazione non è segreto per nessuno, medicina e chirurgia prima, chirurgia generale poi ed ancora oltre osteopatia e nel frattempo ecografia “a pioggia” su tutto il mio sapere e nella prassi clinica e terapeutica.

La mia piccola creatura (F.U.S.A.E. ndr) è cresciuta e ora può essere ufficilamente sdoganata, almeno per me, come strumento di ottimizzazione della terapia manuale in real-time: <<testo, tratto, controllo>>.

Perché faccio questo? (ECHOOSTEOCHECK ndr) perchè utilizzo non solo le mani (…<<oh sante mani rubate all’agricoltura>> si diceva e si scriveva nei tempi in cui il Prof. Gallone nel suo immenso testo di Patologia e Semeiotica Chirurgica riportava il senso di una necessaria dignità nell’ambito della Medicina e soprattutto della Chirurgia … quella prassica che attinge da teorico ma opera nel concreto…come l’osteopatia?) ma anche un device ecografico? perchè questo sono io!

La mia modalità di approccio non può essere a binario unico, non può essere privata da tutto ciò che c’è stato prima, le esperienze cliniche, in sala operatoria, in ambulatorio di chirurgia generale, di chirurgia toracica, di senologia e nei reparti di chirurgia toracica e di chirurgia addominale (dal 1986 al 2001) e non lo potrà essere di quanto e tanto ancora ci sarà più il la.

Il mio progetto ECHOOSTEOCHECK rappresenta il compimento di un percorso di validazione e oggettivazione che svolgoda 15 anni e che ora voglio fondere insieme e lo faccio qui perché in questo Studio da me gestito mi è stato permesso e anzi fortemente appoggiato per l’unicità e innovazione che porta al suo “interno”.

Mi congedo dallo “stabulario” nel quale trovo persone che parlano tra loro la stessa ligua ma che dicono anche tutte la stessa cosa, mi riaffermo tra coloro che vogliono la verità, parziale ma sincera, che vogliono capire il perché e che, come me. sanno che ora è il tempo di capire ciò che facciamo e che è giusto che sia così perché non si mette in discussione in fatto che “le tecniche funzionano” ma che è ora di essere sinceri con noi stessi quando le spiegazioni sono viziate da BIAS metodologici importanti.

Mi congedo da coloro che, se messi di fronte al “diverso” all’innovazione (?) di una realtà anatomica a 256 toni di grigio, trovano più facile arroccarsi nel gruppo che palpa l’impalpabile … non avendo mai pensato che non è optional ma obbligo spiegare ed essere credibili…siamo o no SANITARI?

Un saluto a tutti

Davide Bongiorno

 

facebook https://www.facebook.com/echoosteocheckcourmayeur/

 

 

 

MASTER BIOTIPOLOGIE 2017/2018

A partire dal mese di febbraio 2017 per 3 seminari nel corso dell’anno e in ulteriori 3 seminari nel 2018 avrà luogo a Coccaglio (BS) il Master in Biotipologie tenuto dal Dott. Albert Garoli.

All’interno di questo percorso formativo teso a correlare i biotipi con la Medicina Osteopatica, ci sarò anch’io con l’approccio ecografico secondo lo studio dinamico fasciale (F.U.S.A.E.).

Un corso sicuramente ricco di interesse per aggiungre chiavi interpretative a quello che gli osteopati sanno fare ma che talvolta non sanno psiegare o indirizzare al meglio.

Interpretare e comprendere il paziente per avere un atteggiamento “sartoriale” nel trattamento a prescindere dai test utilizzati e da cosa si pratica abitualmente. Talvolta non è la tecnica a non funzionare ma quella tecnica non è adeguata al tipo di paziente.

Sarà una bella esperienza e un momento di crescita per tutti noi.

 

Qui il link http://www.fob-osteopatia.it/corso-biotipologie.html

Ricerca voluta, agognata e Ricerca Ricercata

 

Questo piccolo post mi è nato tra le mani, non è nulla di scientifico, se si possono definire scientifici gli altri post che ho sin qui pubblicato. Forse potrei definirli di argomento scientifico ma la Scienza, quella vera, non è certamente scritta qui, l’ho letta, ascoltata, sfiorata e accarezzata nella sua ideazione, negli anni che sono passati ed ancora  voluta, agognata e ricercata… trovata… chissà

 

<<Scusa ma come faccio a fare una ricerca? >> <<Vorrei pubblicare una ricerca ma tu sai come posso fare?>>

Questa domanda mi venne posta durante un Workshop qualche tempo fa.

Non potete immaginare quale fu la mia sorpresa, neppure la faccia di PT alle mie spalle, nel sentirmi porre una così richiesta netta e definita… senza possibilità di interpretazioni. Come poter fare ricerca?? Chiesta così, semplicemente, come una domanda qualsiasi,  da porre a chiunque così come si può chiedere a qualcuno dove si può mangiare una buona pizza o trovare quelle scarpe derby blue che indossi. La cosa fu assai strana soprattutto per chi me la pose e che poi lasciò l’aula ed anche senza salutare forse perché poco interessato alla materia…di ricerca.

Questa domanda che per molti di voi potrebbe sembrare un inutile motivo di discussione non lo è per me perchè dimostra quanto sia “luogo comune” pensare che una ricerca nasca così semplicemente, decidendo che tutto quello che fai possa essere oggetto di ricerca, oggetto di studio…questo è vero quando vi siano delle definite linee di comportamento e di attuazione di un progetto… cioè “disegnare” un progetto che viene delimitato nei contenuti e nella forma per essere poi applicabile… se così non fosse ognuno di noi potrebbe concludere che il proprio “operato” sia una ricerca da pubblicare. Beh mi piacerebbe fosse così; in tal caso avremo migliaia di studi da poter portare a nostro favore nel tanto agognato R I C O N O S C I M E N T O.

 

Allora ?!?! diciamo che la prima cosa da fare è avere lo spirito della condivisione! Fare qualcosa soltanto perchè si voglia avere credito di immagine, diventare “famosi”, essere citati, indicizzati, richiesti, convocati, non basta. L’avere fatto un buon lavoro ? non basta. E’ soprattutto quanto ho visto in tutti i miei anni di lavoro come medico, osteopata, di frequentazione dei gruppi di studio, dei congressi e dei corsi dagli anni ’80 ad ora e, ancora, dimostrasi realmente disponibili a condividere con gli altri ad essere elemento fondamentale su cui si basa la professione del ricercatore o, meglio, la vocazione.

Non stiamo parlando di copyright o diritti su prodotti commerciali, stiamo parlando della crescita culturale e professionale di ognuno di noi. Ma in “quella” domanda si nascondeva un sentore di “notorietà” purtroppo impoverita dalla mancanza di conoscenza non solo del metodo (n.b. metodologia della ricerca) ma anche dei sistemi disponibili e dedicati alla possibilità di “oggettivare l’oggetto” (strumenti di misurazione, apparecchiature diagnostiche, etc);  sperando, io,  che non fosse solo la notorietà il movente ma la verifica e conseguentemente la conferma di efficacia del trattamento X piuttosto che Y.

Non esistono dati talmente secretati o confidenziali a tal punto dal non poter essere diffondibili, soprattutto se si voglia accrescere il livello scientifico dell’osteopatia, la sua forze dialettica in ambiti istituzionali. Purtroppo quello che vedo porta sempre lì, alla mancanza di una anima comune, di un comune cuore pulsante per l’osteopatia, di un univoco sentire…il feeling of soul.

 

Non ho soluzioni, ne le cerco, perché ognuno è libero di fare, dire e pensare a modo suo in un mondo libero e democratico purché democritico (ehm … scusate il gioco di parole) dove siamo noi a dover criticare il nostro stesso operato.

DBo

<<I would like to push myself back to the bubble-gum flavored time>>

 

 

Commentario osteopatico: chi ci (ri)conosce? – Il mistero di Cassandra

Per dirla tutta! Ma chi ci rinoscerà ? chi potrà mai, dopo questo, convenire che il riconoscimento dell’osteopatia in Italia, come di altre professioni “atipiche” , avrà un lieto fine?

Non possiamo prevedere nulla perché anche Cassandra, che vede tutto in anticipo senza l’illusione del sentimento buonista, ha dovuto arrendersi dopo anni e anni di tira e molla … , per dirla come il mio amico Eduardo Rossi, Grazie Ministro!

Siamo circondati ovunque da paradossi. Ci sono quelli che impiegati sino alle 17 p.m. vanno poi al corso di naturopatia, oppure i casalinghi e le casalinghe che frequentano corsi di massaggio ayurvedico. Sono anche molto frequentati i Corsi di massaggio tibetano e di “respirazione energetica”…

Paradossalmente sarà più facile riconoscere queste persone piuttosto che un ISEF osteopata, un Massaggiatore Osteopata un XXYY osteopata se non “sanitario”. La vera vergogna è che … altro che linguaggio comune, altro che dialetti … qui non si capiscono neppure le più semplici esclamazioni!

La lotta è tra chi vuole a tutti i costi accaparrarsi il diritto di dire chi è o non è abile alla professione…abile? no perchè qui non si dovrebbe parlare di abilità, quello che vedo è arrogarsi il diritto di dire che solo chi ha una formazione sanitaria può fare l’osteopata.

Bene! Allora in questo caso io Davide Bongiorno classe ’62, Medico Chirurgo, Specialista (quindi Graduato e Post-graduato) oltre che Osteopata Diplomato con Corso di “6” anni part-time, potrei forse avere più diritto di “svolgere la professione di osteopata”, rispetto a chi mi ha insegnato questa professione? più dei miei colleghi Osteopati? quale che sia la loro origine? Vogliamo dare ragione all’articolo a cui facevo riferimento nel post http://www.davidebongiorno.com/?p=1380 ??

Leggendo i vari post su Facebook (caro Philippe ho evitato di postare le mie critiche per non aggiungere benzina perchè hai ragione tu, Marco, Emilano e Bruno e gli altri amici e colleghi DO, che Osteopathy in FB è un luogo di discussione scientifica e la violenza deve starne fuori) ho però trovato le vecchie ferite nuovamente sanguinanti. Le vecchie arroganti frasi e i giudizi nei confronti di osteopati contro osteopati (guerra civile? no! guerra dei poveretti!) solo in base a quella che era la preparazione precedente alla scuola, dimenticando che tutti noi ci siamo formati nello stesso modo e che ognuno ha, da parte sua, arricchito il proprio mondo professionale e quello altrui, con le proprie esperienze. Un’arricchimento che ho paura di vedere cancellato e con anche l’avvallo di chi fa il nostro stesso lavoro, non solo dei politici che ne capiscono francamente poco.

ISEF contro Fisioterapisti, Fisioterapisti contro ISEF, Massofisioterapisti con Fisioterapisti, Fisioterapisti contro Massofisioterpaisti, Medici contro ISEF, ….basta!

Leggere giudizi sul fatto poi che i medici siano tutti, ma proprio tutti, venditori di farmaci e che non sappiano fare altro che sprecare il loro tempo come fossero dei << sempliciotti nel “centrocampo” della ricerca >> fa molto male, perchè io sono medico e non penso di meritare questo giudizio così come non penso lo debbano meritare quanti tra i medici si adoperano per il bene degli altri …  quando qualcuno di Voi untori avesse una peritonite ditegli di consultare il manuale di bioenergetica e di non correre in Pronto Soccorso perchè lì non ci sono mezze misure.

Invece che ridere in faccia agli altri bisognerebbe controbattere nelle ricerca vera allora…sempre che si sia in grado di farla in ambito osteopatico, perchè è lì che dobbiamo giocarcela, anche esponendoci in prima persona, fisicamente nei congressi e nei seminari, e non solo in un social!

Sentire Fisioterapisti dare addosso ai Massofisioterapisti che li avrebbero defraudati di un titolo, di competenze! ma quali? parliamoci chiaro ragazzi lavorando in ospedale ho visto la “grande autonomia decisionale” dei FKT o TDR che siglar si voglia. I più fortunati, pochi,  potevano davvero concorrere nel “decision making” per i pazienti ma gli altri erano solo degli strumenti al servizio di ortopedici e fisiatri.

Divide et impera! questo è quello che è stato fatto e la trappola nella quale tutti siamo caduti.

Ho avuto, per mia fortuna, la possibilità di insegnare materie mediche e materie osteopatiche in alcune scuole (cito su tutte CERDO e ATSAI) e di studenti ne ho visti passare tantissimi. L’unica discriminante è sempre stata l’abilità alla professione, non “abilitazione” perchè è tutt’altra cosa. Abile come osteopata vuol dire essere in grado di comprendere nel paziente il tipo ed il grado di disfunzione e provvedere con opportune manovre a eliminarla garantendo il risultato (la guarigione è altra cosa…prevede la malattia!). Essere abilitato alla professione vuole dire solo poterla fare ma non saperla fare.

Siamo tutti una sola cosa: Osteopati

Buon lavoro quindi a tutti Noi,  augurandoci che Cassandra torni a prevedere quello che piace e non la dura realtà 🙁

 P.S. Se diventerò antpatico a qualcuno me ne dispiaccio, ma non si può continuare a fingere cercando di piacere a tutti.

 

D. Bongiorno

 

Grazie per questo anno e Buon 2014

Se fosse possibile esprimere in poche parole  il risultato di questo anno passato potrei semplicemente dire: “grazie”.

Grazie a tutti Voi che mi avete seguito, letto e aiutato a proseguire, prendendo  nuovi spunti ed energie per ciò che avverrà il prossimo anno. Sia il Blog davidebongiorno.wordpress.com che il sito www.davidebongiorno.com hanno avuto una incredibile quantità di visitatori nel corso di quest’anno : 11.700 in totale

L’anno è stato difficile per tutti gli eventi che si sono susseguiti nella mia vita  ma devo soprattutto dirmi soddisfatto per come li ho vissuti, affrontati e continuo a farlo.

Nel 2014 spero che ognuno di noi abbia la possibilità di coronare almeno uno dei mille sogni che abbiamo e che di continuo inseguiamo.

Quindi a concludere queste bravissime note vi saluto a poche ore dal cambio di data dal 31/12/2013 al 01/01/2014…bel suono

Grazie soprattutto ad Amina e ad Antonio che condividono con me questo impegno

 

… stiamo connessi godendoci ogni meraviglioso istante che verrà, quale che sia … vale la pena di viverlo …

 

Davide Bongiorno

 

Comunicazione – Keynote all’International Congress of Osteopathy – Humanitas Congress Centre 15-17/11/2013

Come richiestomi da qualche osteopata ecco la comunicazione tenuta all’ICO2013 del 15-17 novembre scorso presso Humanitas – Rozzano (MI)

F.U.S.A.E. evaluation in shoulder dysfunctions. Evaluation process and proposal for osteopathic therapeutic process

– ( rel.  D. Bongiorno MD DO MRO (I) ) –

 

Cosa è e perché F.U.S.A.E.?

Questo acronimo prova ad integrare le caratteristiche dinamiche della indagine ecografica e i recenti studi sulle fasce e i loro piani di scivolamento:  “implementare la valutazione ecografica attraverso l’osservazione dei movimenti fasciali e delle relazioni anatomiche topografiche tra le strutture, partendo dall’assioma che se la vita è movimento allora il movimento è l’indicatore principale della vitalità di una struttura” (ENG. this word identify the dynamic way of interpretation of the sliding movement of fascia not only the superficiali but also the deep one. the life is movement and movement is a score to evaluate the vitality of a complex structure, the body)

Le premesse necessarie

Dal 1899, anno in cui A.T. Still completò l’enunciazione dei principi della “filosofia osteopatica” nella quale la “fascia” svolgeva ruolo fondamentale di struttura portante ma anche di network comunicativo, fonte d’origine ma anche di risoluzione delle malattie, lo studio delle fasce ha avuto progressivamente una crescita sino ad un rallentamento negli anni ‘50-’60 del secolo scorso.

Lo stato dell’arte

In questi ultimi anni gli studi (ricerche e pubblicazioni) sulle fasce vedono un incremento ed uno sviluppo considerevole evidenziando come questo sia argomento fertile e di interesse transdisciplinare.

Questo per merito di alcuni ricercatori e studiosi che hanno osservato la fascia da un punto di vista  “cellulare” e “micro-architettonico”.

L’aquila e la tartaruga

Ma il “macro” ?

l’orientamento dell’insieme delle fibre?

le strutture che sottoponiamo ai test e ai trattamenti?

La metodologia di approccio clinico diagnostico, clinico anatomico e didattico ecografico che ho in questo ultimo decennio via via strutturato (i.e. F.U.S.A.E.) potrebbe forse aiutarci nel riportarci a comprendere quale è la direzione e nel non farci perdere l’orientamento

citando il mio caro amico, maestro e collega osteopata Pascal Ceyrat : “l’aquila e la tartaruga” … visione macro conoscendo il micro

(( during this last decade I develop a new approach to combine clinical observation, anatomic knowledge and ultrasonographic way to teach…when we perfom a sideration or a recoil or test a tendon for example we must to know the direction of the fiber

the eagle and turtle: look to the macro knowing the micro and observe the micro knowing the macro))

 

  1. change dogmatic way to observe 
  2. be confident with our hand
  3. know the dynamic anatomy

Potrebbe essere ovvio anche questo ma mi permetto di dire che per quanto ha intuito A.T. Still se fosse qui ora probabilmente direbbe che siamo n ritardo!! siamo fissati su situazioni che dovremmo e potremmo superare con tutto ciò che le conoscenze attuali ci offrono…ma noi sappiamo cosa davvero vogliamo scoprire? the challenge!!

 

La casistica

dal 01/01/2013 al 31/06/2013 ho esaminato ecograficamente 257 pazienti (totale 262 spalle) di cui 94 valutati solo in modo standard e 163 con metodo FUSAE.

Di questi il 20% ca. presentano solo caratteri disfunziali in assenza di danno tendineo organico/strutturale (lieve-moderato-grave)

Nella totalità dei casi ho eseguito lo  studio e la ricerca dell’orientamento spaziale delle strutture prese in esame e considerate “ le principali “ cause di problematiche dirette:

T. del capo lungo bicipite (TCLB)

T. del m. sovraspianto (TSVSP)

T. del m. sottoscapolare (TSTSC)

T. del m. infraspianto (TIFSP)

Delle 262 spalle valutate ecograficamente ho considerato solo quelle valutate con F.U.S.A.E. (163).

Di queste 134 presentano TCLB correttamente alloggiato nella doccia bicipitale e 29 evidenziano un “malposizionamento” o altre anomalie.

Screenshot 2013-11-18 20.42.02

(( NELLO SCHEMA QUI SOPRA POSSIAMO VEDERE COME NEL GRUPPO TCLB DIS ( CON ANOMALIE POSIZIONALI O SEGNALI DI PATOLOGIA) LA %ALE F.U.S.A.E. RISULTA MAGGIORE IN PRESENZA DI POSITIVITA’ PER PATOLOGIA TENDINEA.

MALGRADO IL GRUPPO CON TCLB NORMALE SIA PIU’ NUMEROSO LA PERCENTUALE RELATIVA CHE FA RIFERIMENTO ALLA STESSA CATEGORIA FUSAE POSITIVA E CON TENDINOPATIA CONCLAMATA è RELATIVAMENTE INFERIORE (59% RISPETTO AL 79% DELLA PRECEDENTE) E QUESTO CONFERMA LA LOGICA FISIOPATOLOGICA: DOVE VI FOSSE POSITIVITA’ A CONIVOLGIMENTO TENDINEO NELL’AMBITO DELLA PATOLOGIA LA POSITIVITA’ ALLE RESTRIZIONI DI MOBILITA’ FASCIALE RISULTEREBBERO PIU’ ALTE))

 

CONCLUSIONI

Possiamo considerare che:

l’orientamento delle fibre tendinee (TCLB, TSTSC, TSVSP e TIFSP) segue quello anatomico dei muscoli

che si possono trovare degli elementi di reperibilità e ripetibilità topografica, usando dei reperi che appaiono costanti

che si devono escludere i casi in cui siano presenti danni strutturali dei tendini: in particolare del TCLB e TSVSP.

Meno frequenti in %ale, anche in letturatura, le lesioni del TSTSC e TIFSP

 

QUI troverete la versione animata della comunicazione (there you’ll find the clip version of the keynote)

Grazie D. Bongiorno

NEW OPENING

Benvenuti sulla mia nuova homepage,

apparentemente nulla è cambiato se non l’indirizzo e l’intenzione di proseguire e implementare tutte le caratteristiche che già sul blog (davidebongiorno.wordpress.com) avevo espresso come ambite.

Per chi conoscesse già questo blog o per chi lo incrociasse per la prima volta lo invito a iscriversi nella pagina dei contatti così automaticamente verrà informato di nuovi articoli o proposte future su incontri e argomenti che voglio e sicuramente vorrò condividere con Voi.

A presto e grazie per la vostra attenzione

D. Bongiorno

firma davide

Ringraziamenti

Con tutti i miei lettori, followers o semplicemente persone in transito, vorrei semplicemente condividere quello che ritengo essere l’elemento più incredibile che mi è capitato. L’anno scorso volevo avere la possibilità di condividere alcune mie esperienze professionali e didattiche ampliando l’orizzonte e l’ambito.

Ad offrirmi aiuto è stato il mio grande amico Antonio (http://anthonyzanzottera.wordpress.com) che ringrazio pubblicamente per il supporto, i consigli e le abili indicazioni … il traguardo che ci eravamo prefissati oggi lo abbiamo raggiunto: 10.000 accessi dal maggio 2012.

Grazie a tutti e a presto

Davide

firma davide_1

2012 in review…reading the future.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 8.700 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 15 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

 

Carissimi amici, visitatori e viaggiatori del blog colgo questa grande e bellissima opportunità per augurarvi un bellissimo 2013 nuovo per spirito di intraprendenza e per voglia di fare.

Un abbraccio a tutti Voi ed in particolare a tutti gli studenti che ho avuto la fortuna di incontrare negli anni scorsi ed a quelli che rivedrò nel corso dell’anno che verrà.

Davide Bongiorno

Considerazioni osteopatiche in libertà: “cosa ci faccio qui?”

“ma…cosa ci faccio qui?…” è stato il mio primo pensiero un sabato di novembre, invitato al Congresso della ANDI mi trovavo a Napoli a parlare come osteopata in un pomeriggio di medicine, specialità o pratiche complementari alle tecniche odontoiatriche.

Quando mesi fa venni contattato dal Dott. Russo, odontoiatra e membro attivo dell’ANDI campana, mi dissi pronto a presentare una mia presentazione che partisse da un importante presupposto: perchè un odontoiatra dovrebbe chiedere l’intervento dell’osteopata?

Ero inoltre eccitato di partecipare ad una “tavola rotonda” dove potessi evidenziare le mie idee a proposito della relazione tra osteopata e odontoiatra e di quali fossero anche le mie idee sul livello di intervento dell’osteopata che non fosse specificamente cranio-sacrale.

Giunto presto al congresso mi prese dapprima lieve poi sempre più forte la sensazione del pesce fuor d’acqua e del topo in un gattile!

Bellissime le relazioni presentate prima della mia con interventi di esperti posturologi e osteopati con chiara e netta impostazione odontoiatrica dove lo scopo era quello di trovare un elemento neuroanatomico e funzionale che potesse far comprendere alla platea quale fosse la filosofia osteopatica in un mondo troppo meccanicistico.

Ed è stato proprio in quell’istante che mi sono detto …ma che cosa ci faccio qui?

cioè io che di mestiere faccio il medico osteopata nel senso più generale del termine che a questa professione attribuisco. Non conosco nei particolari la materia odontoiatrica che molti hanno, dicono od ostentano di avere ma di certo una cosa so di averla…la curiosità, gli occhi aperti e soprattutto la voglia di dire agli altri quanto meravigliosa e concreta, ambiziosamente concreta direbbe qualcuno, sia l’osteopatia. Inoltre il mio interrogativo autoindotto sarebbe stato certamente “perché un odontoiatra può avvalersi del lavoro osteopatico, in quali ambiti  ne può avere utilità e complementarietà di intenti?”

Sfruttando le mie conoscenze di fisiologia dell’esofago, del viscerale toracico ed addominale, le mie valutazioni dinamiche con la metodica F.U.S.A.E. e il mio lavoro in ambulatorio ho progettato una lettura che andava a completare i punti espressi precedentemente degli altri oratori aggiungendo la componente viscerale a quella strutturale e duramerica (cranio-sacrale).

Spontanei i ringraziamenti a Luigi, Pascal, Ros, Alain e Amina

PDF Congresso ANDI Napoli 2012