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Il Cyrano osteopatico – parte IIa: la spalla e il suono

Il respiro é suono e ciò che risuona può respirare.

Il torace amplifica il suono della voce ricreando, come in una cassa armonica, una risonanza. Ma questa risonanza resta isolata dal suono emesso? la qualità della voce emessa, o almeno di quello che noi percepiamo, non è forse la somma di tutte le risonanza che si associano alla frequenza fondamentale? si sa che le armoniche che si aggiungono creano la piacevolezza e la pienezza del suono.

Così come un suono è armonico o disarmonico così forse i nostri tessuti vibrano meglio se in equilibrio e appaiono disarmonici quando non lo sono.  Così come ho sperimentato ed imparato dall’amico  Bernhard Jaeger (Klangtherapeut, musiciste) il 2 novembre scorso vicino a Locarno (CH).

Avete mai sentito la voce di un paziente pneumonectomizzato? Se vi capitasse sentireste il suo “suono” privo di frequenze medio-basse e enfatizzato da quelle medio-alte, stancante soprattutto per chi lo emette a causa della fatica della muscolatura espiratoria e del ritorno espiratorio del diaframma.

Il diaframma, esaminato in ecografia, si può visualizzare esplorando con la sonda ecografica tra gli spazi intercostali inferiori. Così è possibile valutare le sue caratteristiche ecogeniche ma anche il suo spessore in espirazione ed inspirazione. Purtuttavia risulta poco fattibile, ed anche inutile a mio personale parere, ricercare i caratteri osteopatici di disfunzione alta, basse, espiratoria ed inspiratoria.

[sz-youtube url=”http://youtu.be/D2CshXOAIS8″ /]

 

Quando si osserva un paziente nel proprio ambulatorio,visuale sia lo specifico interesse e la specifica intenzione terapeutica, la prima cosa che interviene é l’ascolto e il respiro.

Questi due elementi sono stati da me sempre riferiti come importanti ed anzi fondamentali nella prima relazione tra terapeuta e paziente. Agli studenti di osteopatia, quando insegnavo le basi della relazione “medico / paziente” come primo step nella semeiologia medica (l’esame obiettivo addominale e toracico), riferito sempre di come fosse importante osservare il proprio paziente all’arrivo in studio e di come fosse importante notare il suo respiro ma anche la sua voce, la presenza di dispnea porta ad una voce frammentata e forzata!

Quindi respiro e suono sono in relazione tra loro perché le vibrazioni indotte dalla voce risuonano in modo differente a seconda delle condizioni e capacità delle cavità pneumatiche del nostro corpo: torace ma non solo, seni pneumatici del cranio ma non solo.

Le vibrazioni invadono tutto il corpo e tutte le sue strutture. Ciò avviene in maniera differente e con “forza” differente in base alla distanza dal centro di trasmissione.

Di recente mi sono riavvicinato alla mia passione primaria, la musica, gli strumenti e in particolare la chitarra soprattutto quella acustica. Ho avuto la fortuna di incontrare un liutaio che mi ha colpito per come, ad un mio quesito riguardo la mia splendida acustica “Made in Italy”, fatta con cura da liutai marchigiani nel 1982 e da tempo spenta, chiusa nel suono e nelle armonie, abbia risposto: ma é la linfa che non scorre piú…un liutaio osteopata!

Noi osteopati utilizziamo soprattuto due termini: riarmonizzare e rilanciare i fluidi (linfa/liquor).

Lui, Vincenzo*, mi parlò in quella e-mail di liquidi, di linfa del legno e di come una chitarra suoni bene se la linfa circola o la si riporta a circolare. Se si tiene una chitarra acustica in un luogo “asciutto” sia nel senso della mancata umidità sia per le assenti vibrazioni sonore, i rumori anche, questa smetterà di vibrare e il suo suono sará spento, sordo. Solo rilanciando con appropriate vibrazioni la linfa della sua tavola armonica potrà tornare a suonare e risuonare.

La curiosità é stata che proprio in quei giorni, esaminando ecograficamente una paziente, trovai una situazione di cronicizzazione con aspetto cistico multiplo della borsa subacromiale.

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Mentre ne valutavo i rilievi vascolari la paziente inizia a parlare ed ecco cosa noto

 

[sz-youtube url=”http://youtu.be/YBNDatCSTRg” /]

 

 

La vibrazione prodotta dalla voce si distribuiva in tutte le strutture solide ma non nel liquido, anche se la presenza del liquido aveva determinato un chiaro aumento della risonanza nelle vicine strutture. Prova ne é il fatto che se viene fatto lo stesso esame in un paziente senza quegli aspetti la risonanza non si verifica in questo modo.

 

Ciò crea interesse per i collegamenti che possiamo trovare negli ambiti terapeutici del canto, delle vibrazioni e dei suoni.

Dopo questa, per così dire, esperienza multimediale….ho provato a poggiare le mani e sentire se le vibrazioni possono essere uno strumento “diagnostico”…ascoltare le vibrazioni e le risonanze.

ma questo alla prossima …

didascalia blog

 

 

*per chi volesse vedere chi è Vincenzo lo può trovare qui : http://guitars-luthier.blogspot.it

Esempi di Anatomia Dinamica – F.U.S.A.E.

F.U.S.E.

La Fascial-Motion UltraSonographic Evaluation è una metodica coniata per indicare l’osservazione degli scivolamenti fasciali che avvengono tra i differenti organi e reciproche strutture. Gli studi che ho effettuato con Paolo Tozzi (CROMON) hanno messo in evidenza una stretta correlazione tra la restrizione di mobilità fasciale evidenziabile ecograficamente e le disfunzioni osteopatiche.

Questi due clip evidenziano tali particolarità

SPALLA MOBILE ASINTOMATICA

Ecografia dinamica di spalla. L’osservazione si focalizza all’interfaccia tra deltoide e tendine del m. sottoscapolare (STSC) dove si trova la borsa sottodeltoidea (SD). Il movimento di rotazione esterna ed interna (eseguita attivamente) espone il tendine e evidenzia lo scivolamento che si svolge in corrispondenza di una sorta di “toast” a quattro strati (faccia profonda del m. deltoide – faccia superficiale della borsa – faccia profonda della borsa – faccia superficiale del tendine STSC). L’ecografia dinamica di spalla, in questo caso normale, evidenzia uno scivolamento completo: le fibre connettive del perimisio e quelle dell’endomisio deltoidee si armonizzano con i movimenti di rotazione seguendoli senza però segni aderenziali (restrizione di mobilità)

SPALLA IN RESTRIZIONE DI MOBILITA’

La valutazione dinamica degli scivolamenti fasciali della spalla (metodica F.U.S.E.) sintomatica o asintomatica evidenzia, con reperi anatomo-topografici identici, lo “stiramento” di alcune delle fibre del m. deltoide visibili specialmente nel riquadro rosso (zona di interesse)

Questo era l’unico particolare che riconduceva ad una restrizione di mobilità (micromobilità) nota a noi osteopati essendo per il resto una indagine ecografica negativa per rilievi ecografici patologici.